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Alla Camera un'iniziativa per fare luce su presunte criticità nella gestione dei titoli da parte di Poste Italiane

Buoni fruttiferi postali, l’Associazione Precari in Rete chiede chiarezza: «30mila risparmiatori traditi da Poste Italiane»

Durante un incontro promosso dalle deputate Auriemma e Barzotti (M5S), è emersa la preoccupazione per migliaia di risparmiatori che, a causa di carenze informative, avrebbero perso il valore dei propri investimenti. L’Associazione Precari in Rete sostiene l’azione parlamentare e chiede l’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e dell’azienda.

Inserito da (Redazione il Vescovado Notizie), venerdì 23 maggio 2025 07:26:13

È stata presentata ieri, 22 maggio, alla Camera dei Deputati un'iniziativa promossa dalle parlamentari del Movimento 5 Stelle, Carmela Auriemma e Valentina Barzotti, volta a portare alla luce una presunta condotta scorretta da parte di Poste Italiane nella gestione dei buoni fruttiferi postali, a danno di circa 30.000 risparmiatori.

Durante l'evento è stata denunciata quella che viene definita una possibile "truffa" ai danni di piccoli investitori, molti dei quali residenti nel Sud Italia e appartenenti a fasce economicamente fragili. Secondo quanto emerso, la contestazione principale riguarda l'emissione di buoni fruttiferi postali con modalità ritenute non conformi alla normativa sulla trasparenza e all'obbligo di fornire un'adeguata informativa al consumatore. Una situazione che avrebbe privato numerosi cittadini dei propri risparmi, spesso frutto di sacrifici familiari.

Il fenomeno si è manifestato inizialmente tra la fine degli anni '90 e i primi anni 2000, con un'intensificazione dal 2010 al 2019. I buoni non riscossi, o "dimenticati", avrebbero interessato migliaia di investitori, generando il sospetto che l'anomalia sia imputabile a criticità gestionali dell'ente emittente.

Secondo quanto riportato, Poste Italiane non avrebbe adempiuto all'obbligo previsto dal Decreto MEF del 19 dicembre 2000 di allegare ai buoni un Foglio Analitico Informativo (FIA), contenente le informazioni essenziali sull'investimento, come durata e scadenza. Tale omissione avrebbe impedito agli investitori di compiere scelte consapevoli. Inoltre, fino al 2009, Poste non avrebbe mantenuto un registro completo dei buoni emessi, rendendo impossibile il recupero di titoli smarriti.

L'Associazione Precari in Rete, intervenuta nel dibattito, ha espresso apprezzamento per l'iniziativa parlamentare, dichiarando:
"Sosteniamo con convinzione l'azione promossa dalle Onorevoli Auriemma e Barzotti. È necessario che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto e che si riconosca il diritto dei risparmiatori ad ottenere giustizia. È inaccettabile che un'azienda a partecipazione statale agisca in contrasto con i principi di trasparenza e tutela del risparmio. Poste Italiane e il Governo devono assumersi le proprie responsabilità, anche a fronte di una vicenda che ha danneggiato migliaia di cittadini onesti".

La questione solleva anche potenziali implicazioni legali: la mancata consegna del FIA per i buoni emessi dal 2000 in poi potrebbe configurare un inadempimento contrattuale, con conseguente diritto al risarcimento per i titolari. Pur in presenza di una giurisprudenza non univoca, il nodo resta quello della carenza informativa in fase di sottoscrizione e alla scadenza del titolo.

"Porteremo avanti questa battaglia con determinazione, affinché vengano riconosciuti i diritti di chi ha riposto fiducia in uno strumento di risparmio gestito in modo opaco", conclude l'Associazione Precari in Rete.

Fonte: Il Vescovado

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