Tu sei qui: Attualità'Di rosso e sensualità' l'album della consacrazione per Alfina Scorza /VIDEO
Inserito da (redazionelda), venerdì 22 gennaio 2016 18:19:38
«Vorrei che le mie canzoni trasmettessero i colori, i suoni, le passioni della mia terra, quel pizzico di Sud Italia che non può non essere presente se sei nata qui».
E' questo l'auspicio della talentuosa cantautrice salernitana Alfina Scorza per il suo primo disco targato Hydra Music "Di rosso e sensualità", come il titolo di una delle tracce che compongono l'album che le è valso il Premio Bruno Lauzi.
La Scorza ha cominciato la sua carriera facendosi notare proprio ai concorsi nazionali per la canzone d'autore (Premio Lauzi, Premio Bindi, Premio Andrea Parodi, Premio Bianca d'Aponte) presso cui ha ottenuto una serie di riconoscimenti, richiamando anche l'attenzione del Club Tenco che l'ha vuoluta in concerto a Sanremo in una delle sue rassegne "Il Tenco ascolta".
Il disco è composto da undici tracce capaci di portare fuori l'autenticità dell'artista. I testi raccontano delle storie, molte d'amore caratterizzate da varie sfaccettature, dove non troviamo le classiche parole "ti amo" e "mi manchi". La Scorza preferisce descrivere le azioni che avvengono all'interno del suo racconto musicato soltanto in due canzoni: "Capelli sciolti" e "Gran bazar", in cui si avvicina al tema sociale, trattando rispettivamente il tema dell'immigrazione e la società materialistica che porta all'omologazione dell'essere umano.
Una vera chicca all'interno del cd è "Li penzieri" , in dialetto cilentano nata con il cantautore Aniello De Vita, massimo esponente della canzone d'autore cilentana, venuto a mancare un paio di anni fa.
Tre le cover contenute nel progetto: un omaggio a Giuni Russo con la sua "Mediterranea", un brano intimo e suggestivo di Pino Daniele "E cerca ‘e me capi'", registrato durante un concerto con un accompagnamento essenziale di chitarra, percussioni e violoncello, infine "Temporadas" di Andrea Parodi, una canzone in dialetto sardo. In tutti e tre i brani come nel resto del progetto, da un punto di vista strettamente musicale, è presente l'elemento arabeggiante tipico della nostra musica mediterranea.
Gli arrangiamenti dell'intero disco sono curati dal musicista polistrumentista Pasquale Curcio, il primo ad aver visto giusto sul talento della cantautrice, affine a lei come sensibilità musicale: quello che viene fuori è un sound prevalentemente acustico che il Curcio ha impreziosito con gusto e ricercatezza.
"Di rosso e sensualità" due parole chiave che sono il sunto di tutto ciò che la scrittura della Scorza rappresenta. Rosso e sensuale come la passione, la sofferenza d'amore, come un tango, un flamenco, una tarantella, tutti ingredienti che, mescolati insieme, formano un mix da ascoltare assolutamente.
Fonte: Il Vescovado
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