Tu sei qui: PoliticaRavello, assessore Palumbo ferma utilizzo diserbanti per pulizia strade comunali
Inserito da (redazionelda), giovedì 30 aprile 2015 15:15:37
Attraverso una nota trasmessa questa mattina all'Ufficio Tecnico Comunale e al Comando di Polizia Locale e per conoscenza al Sindaco, l'assessore all'Ambiente del Comune di Ravello, Pasquale Palumbo, precisa che l'utilizzo dei diserbanti per la pulizia delle vie comunali deve essere espressamente autorizzato dall'Amministrazione Comunale.
«Poiché allo stato attuale non è stato definito alcun protocollo di intervento che preveda modalità, prodotti e tempi di interdizione/rientro, il suddetto utilizzo deve intendersi tassativamente escluso» scrive Palumbo.
Sono stati alcuni cittadini di Ravello, sensibili alla problematica, a segnalare all'assessore l'utilizzo di prodotti diserbanti nel corso delle operazioni di pulizia delle strade.
Un metodo veloce, che non tiene conto della sicurezza ambientale, né di quella delle persone che transitano nelle zone interessate o dei bambini che giocano nei dintorni. Finora i Comuni nei quali abbiamo accertato l'utilizzo di questi prodotti sono Ravello e Praiano.
Studi scientifici infatti dimostrano che l'esposizione nel tempo provoca danni alla salute a causa del principio attivo che contiene il diserbante, il gliphosate.
Secondo Patrizia Gentilini, medico oncologo ed ematologo, membro di Isde e Medicina Democratica, questa sostanza causerebbe «una maggiore incidenza di tumori del sangue, alterazioni al sistema endocrino, disfunzioni ormonali e danni sui meccanismi di neurotrasmissione cerebrale».
Stando al decreto legislativo 194/1995, un prodotto fitosanitario può essere autorizzato solo se "non produce effetti nocivi, in maniera diretta o indiretta, sulla salute dell'uomo o degli animali o sulle acque sotterranee".
«L'utilizzo di sostanze diserbanti - avverte Amici della Terra Italia Onlus, associazione ambientalista riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente - prevede specifiche modalità di esecuzione, relativamente sia alla sicurezza dell'operatore che provvede alla distribuzione sia all'area da sottoporre a trattamento».
L'area sottoposta alla pulizia andrebbe opportunamente delimitata, in modo da evitare qualunque contaminazione nei confronti di persone non adeguatamente protette o animali, ma allo stato attuale delle cose non si usa mettere nemmeno un cartello del tipo "zona avvelenata".
Fonte: Il Vescovado
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